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Presentazione della dichiarazione Imu: ecco le novità

Pubblicato da LISTAIMMOBILIARE.it il 19 Luglio 2019
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Tra le tante novità contenute nel Decreto Crescita del Governo, molte riguardano la dichiarazione Imu e contratti di comodato, che vedranno aboliti alcuni documenti da presentare e diranno addio proprio a metà della dichiarazione Imu.

Cambiamenti quindi riservati ai comuni e ai contribuenti, soprattutto con le misure per semplificare il regime di presentazione della dichiarazione Imu, con un’importante limitazione anche delle casistiche in cui deve essere presentata. La prima novità riguarda lo spostamento della data di presentazione, dal 30 giugno al 31 dicembre.

Certo che in questo caso non si riscontrano molte semplificazioni, fermo restando che giugno è un periodo in cui i contribuenti hanno sempre molti adempimenti a cui badare, mentre fine anno non sembra essere proprio una buona scelta per fa sì che le persone si concentrino sulla dichiarazione Imu e su altri adempimenti fiscali. la norma non pone limiti e non fissa date particolari, per cui si prevede che possa entrare in vigore da subito, spostando quindi la scadenza della dichiarazione Imu al 31 dicembre, anche per quei casi in cui la dichiarazione è presentata per gli immobili merce.

Ricordiamo che la dichiarazione Imu può essere presentata sia in forma cartacea che in forma telematica, e che è previsto che venga presentata solo se ci sono variazioni rilevanti per determinare l’imposta; imposta che rimane valida per gli anni successivi se non ci sono cambiamenti dei dati che portino ad una variazione della somma dovuta.

Altra importante novità è l’abolizione dell’obbligo di presentare la dichiarazione per gli immobili che sono concessi ai parenti in comodato. Prima si prevedeva l’obbligo anche per far sì che il Comune verificasse tutte le spettanze dell’agevolazione. Rimane per il Comune la possibilità di richiedere la presentazione di una comunicazione specifica proprio per riconoscere le aliquote agevolate. Stessa cosa per gli immobili locati a canone concordato; anche qui il Comune può richiedere una verifica tramite richiesta di copia del contratto

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