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Cambia l’Imu: ecco tutte le novità

Pubblicato da LISTAIMMOBILIARE.it il 26 Luglio 2019
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Si fa un gran parlare delle novità Imu che potrebbero entrare in vigore e che porteranno a divisioni e ripartizioni tra proprietari di immobili ed utilizzatori ad esempio. I commercialisti non sono pienamente favorevoli alle riforme e alle novità Imu, e dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, hanno espresso i propri malumori ed alcune proposte, che vediamo qui di seguito.

I commercialisti ed i contabili si sono detti prima di tutto favorevoli all’accorpamento di Imu e Tasi, una delle riforme previste nelle novità Imu. Esaminando la proposta di legge per l’istituzione della nuova imposta municipale sugli immobili, il Consiglio nazionale ha però precisato alcune cose, e ne ha proposte delle altre.

Serve innanzitutto un cambio di logica fiscale nei casi di “mancato utilizzo” di un immobile: il proprietario che non utilizza un fabbricato non può pagare l’intera somma, soprattutto se è utilizzato da un terzo soggetto, che dovrebbe accollarsi parte della tassa. Insomma, le novità Imu dovrebbero prevedere una ripartizione del carico fiscale tra utilizzatori e proprietari. La tassa dovrebbe poi essere deducibile dalle imposte sui redditi, ed anche sulle modalità di riscossione dell’imposta comunale sugli immobili ci sarebbe molto da dire secondo commercialisti e contabili.

Il consigliere del Cndcec codelegato alla fiscalità, Maurizio Postal, si esprime così in merito: “è necessario modificare un impianto disciplinare che prevede lo stesso identico carico fiscale Imu per un medesimo immobile utilizzato o non utilizzato”. Si sottolinea poi che l’accorpamento sarebbe occasione per ripartire adeguatamente il carico fiscale tra proprietario di un immobile e utilizzatore, così da non trasformare anche l’Imu in una superpatrimoniale che penalizza i proprietari di immobili non utilizzati o non utilizzati da loro stessi. Infine i commercialisti suggeriscono anche uno sconto sull’imposta per quegli immobili posti in Comuni che dal 2021 in avanti non abbiano predisposto modelli di pagamento precompilati. La deducibilità dell’Imu dovrebbe poi essere uniformata come previsto nel decreto crescita.

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