Risultati della ricerca

Edifici in stato di degrado: ecco la nuova norma

Pubblicato da LISTAIMMOBILIARE.it il 8 Agosto 2019
| 0

Il Comune di Milano usa la forza contro gli edifici in stato di degrado, tanto che nel nuovo Pgt presentato a marzo scorso, si fanno pressioni ai proprietari degli immobili affinché intervengano. Azioni che però non sono previsti da nessuna legge, ma senza le quali c’è il rischio di essere oggetto di sanzioni sia dal punto di vista economico e sia sul diritto di proprietà immobiliare.

Questioni che sono dunque di grande rilievo per quanto riguarda gli edifici in stato di degrado. Tra queste c’è la norma dell’articolo n. del Piano delle Regole, che si occupa degli edifici abbandonati e degradati da più di 24 mesi (va sottolineato che nel testo dello scorso anno si faceva riferimento a 36 mesi). Il piano comunale contiene un elenco, o meglio una tavola di tutti gli edifici in stato di degrado; tale tavola si può aggiornare con semplice determina dirigenziale e con comunicazione alla prefettura e questura delle avvenute modifiche senza comunicarlo ai proprietari degli immobili interessati.

Proprio i proprietari degli edifici in stato di degrado devono presentare un piano di attuazione o una domanda per titolo abilitativo al recupero dell’immobile, con inizio dei lavori entro 18 mesi dalla data di individuazione. In caso contrario, e in difetto, c’è l’ordine di demolizione dell’immobile. Nel caso in cui la demolizione avvenisse su iniziativa del proprietario, egli mantiene il diritto alla superficie lorda del precedente edificio. Se le cose andassero diversamente, perderebbe il diritto, l’amministrazione comunale si riserverebbe il diritto di demolire l’edificio a spese del proprietario e di considerare quindi l’area “nuda”, dotata di una superficie edificabile nei limiti dell’indice territoriale (0,35 mq/mq).

Nel caso invece l’immobile in stato di degrado non appartenga più al proprietario, per cause come pignoramento, fallimento, sequestro o concordato, l’applicazione della norma resta sospesa. L’indisponibilità economica del proprietario non è considerata tra le cause di sospensione dell’obbligo. La norma quindi è di carattere strumentale e sanzionatorio, perché comprime il diritto reale. Ci sono però dei dubbi sul fatto che tale norma possa essere applicata dal Comune.

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Confronta Annunci