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Case di riso e canapa: nuove frontiere della bioedilizia

Pubblicato da LISTAIMMOBILIARE.it il 7 Giugno 2019
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Oggi parliamo di bioedilizia. Aumenta di molto infatti l’utilizzo di materiali riciclabili per la costruzione di edifici, soprattutto di materiali che derivano dagli scarti di materiale agricolo.

La bioedilizia è proprio questo: utilizzare elementi di riciclo per la costruzione di edifici. Le nuove frontiere della costruzione portano ad utilizzare canapa, riso per fare intonaco, fondi di caffè per costruire sedie e tavoli, o gusci di uova per fare malti e calci.

Cresce quindi l’attenzione verso l’economia del riciclo, e crescono anche i metodi di utilizzo di elementi alternativi, fibre animali e vegetali. Novità che in bioedilizia riguardano sia gli arredi, sia le strutture vere e proprie. Uno dei materiali più usati è la canapa: in Olanda è arrivato il primo prefabbricato realizzato con un bio-composto a base di canapa.

bioedilizia

In Italia vanno molto di moda i biomattoni. A Modugno (Bari), aziende propongono alcune soluzioni antisismiche per le costruzioni: pignatte per solai, ecoblocchi assemblati a freddo e termomattoni. Le fibre vegetali si mescolano ad argilla o cemento bianco. Dal Politecnico di Torino fanno sapere che la tendenza del momento è impiegare scarti dell’industria e soprattutto dell’agricoltura.

La paglia di riso è un rifiuto speciale che non può essere bruciato e interrato, ma grazie alla sua resistenza e al contenuto di silicio si presta bene come materiale di costruzione. Proprio a Torino si sono brevettati pannelli isolanti fatti con lana di pecora, che assicurano resistenza e grandi prestazioni. Altre start-up invece usano uova e lolla di riso per creare malti e calci. Sempre dal riso invece possono essere creati intonaci ed isolanti. Con residui di PVC e bucce di riso invece è possibile creare telai di porte e finestre, che al tatto hanno un effetto poroso ma che sono facili da lavorare, isolanti e resistenti.

Persino la catena Autogrill ha deciso di abbracciare la bioedilizia negli arredi di Bistrot e Puro Gusto, con materiali realizzati al 50% con fondi di caffè e al 50% con farina di legno. Dall’Islanda invece arriva sul mercato una pelle ecologica che usa scarti alimentari del pesce per rivestire tavoli e sedie

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